Cos’è il foodtech e quali sono le start-up italiane più interessanti?

Nel corso del tempo il tema cibo ha avuto un’espansione crescente, fino ad occupare nella società contemporanea un ruolo fondamentale. Tale espansione ha sancito un cambio di percezione del cibo stesso che, oltre ad essere nutrizione, si è trasformato in comunicazione, esperienza sensoriale ed estetica. Parallelamente a questa evoluzione si è assistito a un ruolo preponderante ed invasivo della tecnologia che ha investito anche il food system, diventato ormai sempre più innovativo.

Dall’incontro tra food e nuove tecnologie è nato un nuovo settore: il foodtech. Scopriamo cos’è e quali sono le start-up food più interessanti in Italia.

Cos’è il Foodtech

Foodtech è il termine con cui si fa riferimento a tutti quei processi di produzione e distribuzione di beni e servizi volti a rivoluzionare quelli tradizionali, portando nuove soluzioni che consentono di affrontare il problema della sostenibilità, della tracciabilità e della sicurezza alimentare, arginando anche la questione degli sprechi.

In tale contesto emerge la necessità di iniziative concrete per sostenere idee nuove per il settore al fine di formare e accompagnare, sempre di più e sempre meglio, giovani imprenditori nel mondo delle start up food capaci di generare impatti economici, sociali, culturali e ambientali positivi per l’intero ecosistema.

In Cibum Lab

Un esempio di progetto per le start-up food è In Cibum Lab, il punto di contatto di tutto l’ecosistema che lavora nella filiera del food: dalla produzione agricola alla tavola.

Aperto a imprese costituite o in fase di costituzione del settore food e foodtech, In Cibum Lab è un laboratorio di innovazione che mette insieme servizi di accelerazione imprenditoriale con l’opportunità di sperimentare soluzioni e idee grazie alle attrezzature della scuola e grazie a uno strutturato network di competenze formato da docenti universitari, chef stellati, imprenditori e operatori del settore.
Il settore alimentare è in espansione e l’innovazione tecnologica rappresenta una parte importante di questa crescita dal momento che influenza soprattutto i sistemi di produzione, le modalità di consumo e di distribuzione.

Molte startup hanno deciso di prendere attivamente parte a questo repentino cambiamento, con l’obiettivo di trasformare le dinamiche dell’industria alimentare. Di recente, si è assistito all’incremento di App per la preparazione di ricette, per il take away e per le recensioni.
In tutti i settori si è, oggi, molto più connessi rispetto al passato ma, per gli appassionati del settore alimentare, gli smartphone sembrano essere diventati lo strumento principale di condivisione e ricerca.

Sempre più aziende hanno risposto positivamente a questo trend offrendo prodotti e servizi che soddisfino efficientemente le necessità dei consumatori.

Tali prodotti e servizi sono il risultato dell’influenza di tecnologie all’avanguardia sull’industria alimentare. Connubio che, in ultima analisi, dà vita al nuovo settore definito ‘foodtech’, vale a dire l’applicazione di tecnologie innovative al fine di migliorare ogni fase della produzione e distribuzione alimentare.

Le migliori start up del food in Italia

Le foodtech startup, in aumento in tutto il mondo, nascono dall’impiego di queste nuove tecnologie con l’intento di creare prodotti innovativi che tengano conto delle crescenti necessità dei consumatori, sempre più interconnessi. Alcune di queste startup sono diventate note a livello globale, raccogliendo già considerevoli investimenti in pochissimo tempo.

Solo per citarne alcune che si sono distinte e meritano di essere seguite: Sugarlogix, Mosa Meat e My Food.

Altre, invece, non sono riuscite a consolidare una posizione di mercato significativa, forse per mancanza di competenze imprenditoriali e manageriali, o perché non hanno avuto un’idea riconosciuta valida dal mercato o semplicemente perché non hanno ricevuto adeguato supporto sia nella fase di identificazione del modello di business, che nella fase di introduzione e lancio sul mercato.

A risolvere quest’ultima criticità sono chiamati gli incubatori e gli acceleratori, i quali svolgono un ruolo importante nell’ecosistema startup del territorio e nel suo sviluppo, agendo come agenti d’intermediazione che cercano di far fronte alle principali cause di fallimento nel mercato, fornendo un’ampia gamma di servizi.