cuochi in cucina durante le lezioni dei corsi in cibum

Diventare cuoco a 30 anni

Tanti sognano di cambiare vita, cominciando magari dal proprio lavoro che, in molti casi, non è certo quello sognato. Un’età critica, in tal senso, in cui spesso ci si ferma a riflettere sulla propria condizione e sulle prospettive future sono, senza dubbio, i 30 anni. Cosa fare? Quale strada intraprendere?

Cambiare vita a 30 anni

Trovare la propria strada o decidere di cambiare vita a 30 anni, sia che non si abbia ancora un’occupazione, sia che si voglia cambiare lavoro, non è certamente semplice ma, di sicuro, non impossibile! Tra le possibili sfide che ci si trova davanti, se si ha la passione, una delle più affascinanti è, senza dubbio, quella della cucina. Non a caso, al giorno d’oggi, lavorare come chef è tra le occupazioni più ambite e richieste al mondo.

Ovviamente il cammino non è facile, soprattutto se si comincia a questa età, senza aver maturato esperienze nel settore. In primo luogo, occorre formarsi frequentando un corso per diventare cuoco. In questo campo le proposte sicuramente non mancano ma è importante scegliere un corso altamente professionalizzante che, oltre alle lezioni teorico-pratiche impartite da docenti di alto profilo, offra ai discenti l’opportunità di effettuare uno stage in strutture di buon livello.

Come diventare chef a 30 anni

Come detto, il punto di partenza è senz’altro una solida formazione sia teorica che pratica. Tra i requisiti che bisogna possedere per diventare chef è opportuno avere una buona cultura generale, una discreta conoscenza della lingua inglese e delle competenze informatiche di base.

Oltre alle tecniche professionali, sono indispensabili buone capacità di comunicazione e gestione delle risorse umane. Tra le altre soft skills più apprezzate vi sono: la disponibilità ad orari di lavoro flessibile, capacità di gestione dello stress e problem solving.

Opportunità di lavoro per aspiranti cuochi e chef

Dopo essersi adeguatamente formati ed aver fatto la cosiddetta “gavetta” bisogna decidere che strada intraprendere: se avviare un’attività di ristorazione propria o lavorare come dipendente presso qualche struttura. Naturalmente, se si opta per la prima via, bisogna valutare bene tutti gli scenari prima di lanciarsi in investimenti che potrebbero rivelarsi azzardati.

Nel caso in cui, invece, ci si volesse impiegare presso un’attività è importante scegliere con attenzione la tipologia di azienda ristorativa in cui si andrà ad operare, in modo che le competenze in proprio possesso siano adeguate alle richieste aziendali.

Probabilmente non sarà semplicissimo trovare un’attività che permetta a dei neo-professionisti di mettere in pratica con soddisfazione le competenze acquisite, dunque è importante promuoversi attraverso un curriculum ben strutturato, magari accompagnato da una lettera motivazionale che metta in luce le proprie ambizioni e i propri progetti.

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