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Armatore: pesca sostenibile e filiera integrale

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Armatore: pesca sostenibile e filiera integrale

La storia di Armatore è una storia di famiglia e di passione, come succede nelle migliori aziende italiane. Siamo fieri di annoverare questa realtà produttiva di grande qualità tra i nostri partner.

Oltre quattro generazioni dedicate al mare: partendo dalla barca Astore, sino a diventare una delle più grandi flotte tonniere del Mediterraneo.

È Luigi Della Monica ad aver fondato Armatore nel 2017, con l’interno di portare in tavola tanti prodotti ittici e conserve, in modo da chiudere interamente la filiera.

L’azienda è presente con una rete vendita capillare che parte dall’Italia per espandersi in oltre 20 nazioni estere, da Occidente ad Oriente. Ecco che non poteva mancare anche uno shop online, per arrivare sulle tavole di tutti gli amanti del buon cibo.

Pilastro indiscusso è la sostenibilità, che allinea completamente la filosofia di In Cibum a quella di Armatore.

Quando parliamo di sostenibilità, lo facciamo partendo dal presupposto di essere consapevoli dell’inquinamento che un’azienda come la nostra produce. Nonostante ciò, ci impegniamo quotidianamente per limitare i danni, favorendo il benessere ambientale tramite piccole (ma grandi) azioni che possano salvaguardare il Pianeta.

Un esempio è il progetto che stiamo attuando per l’acquisto di macchinari che possano recuperare dal mare plastiche e microplastiche, oppure il lavoro di modernizzazione delle nostre navi in termini di efficientamento energetico.

Sostenibilità ambientale vuole dire anche predisporre gli opifici produttivi ad un minore impatto sull’ambiente, ad esempio il nostro nuovo stabilimento con sede a Salerno è in buona parte autosufficiente, utilizzando nuove tecnologie green. La nostra missione è quindi quella di lasciare questo pianeta migliore di come lo abbiamo trovato”.

Pesca sostenibile significa futuro

Ci preme ricordare che la sostenibilità non è solo ambientale. Ho solo 30 anni, ma mi preoccupo di favorire il ricambio generazionale, data l’età media molto avanzata dei nostri pescatori.

Ci impegniamo a tutelare le comunità costiere, salvaguardando la loro sopravvivenza. Qui non parliamo solo di Cetara, ma delle tantissime città o borghi d’Italia che vivono di questo. 

Questo lo facciamo promuovendo un compenso sempre equo, una tutela costante di tutti i luoghi di lavoro e la formazione per terra e per mare di un nuovo personale specializzato, per una forza lavoro formata nella cultura del rispetto dell’ambiente e delle sue risorse”.

Armatore è Cetara: il rapporto stretto con il territorio si rispecchia nei prodotti. Tonno ed alici, simbolo del Mediterraneo e della vostra azienda.

Armatore è Cetara, sicuramente. Siamo molto legati al territorio che ha un grande pregio: dimostrare grazie alla filiera corta che un’economia del mare è possibile.

Dal piccolo o grande pescatore, la media o grande impresa, valorizzata poi dalle floride attività ristorative, fanno percepire ad occhio nudo il percorso circolare della filiera. Ovviamente quando pensiamo a Cetara ci viene facile associarla alle alici, oltre che alla colatura che da poco è diventata DOP, ma non dovremmo dimenticare che qui abbiamo una delle più grandi flotte al mondo, e anche una delle più stimate in assoluto, per la pesca del tonno rosso.

Sicuramente questo dà una bella spinta e un gran vantaggio all’economia del paese. Qui mi aggancio ad un altro dato di cui siamo molto fieri: la pesca del tonno rosso attualmente è una delle pesche più controllate e sostenibili al mondo”.

Pensando alle nuove generazioni che opereranno nel settore food, gioca un ruolo sempre più importante la formazione. Di questo ne è convito Luigi che con la sua azienda è al fianco della ristorazione.

La ristorazione svolge un grande ruolo nella risonanza delle storie e delle tradizioni che ci appartengono. Per noi è sempre un piacere accompagnare gli chef e i ristoratori in una visita guidata tra le varie fasi di produzione, oppure farci accompagnare durante una battuta di pesca delle alici notturna.

Hanno bisogno di vivere la nostra storia, di scambiarsi uno sguardo con i volti solcati dal sole dei nostri pescatori, solo in questo modo possono dare valore al prodotto, e comprenderne il dovere morale di promuoverlo.

Ecco che la formazione in questo senso è importantissima. Siamo felici che in questi ultimi anni ci sia stato un grande sviluppo in questo settore, qualitativamente parlando”.

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