Al via In Cibum Virtual Experience

Cinque i continenti collegati attraverso un visore per assistere alla prima lezione in diretta mondiale! La Scuola di Alta Formazione Gastronomica del Mezzogiorno d’Italia investe in innovazione con l’obiettivo di formare anche persone lontane migliaia di chilometri sostenendo il lifelong learning.

Cos’è la virtual experience?

Da oggi imparare a cucinare è più facile anche se ti trovi in Washington Square Park a New York o dentro il building della Bank of China a Hong Kong. Questo grazie a In Cibum, la Scuola di Alta Formazione Gastronomica del Mezzogiorno d’Italia che ha lanciato “In Cibum Virtual Experience”, un percorso di formazione virtuale che va ad arricchire la proposta formativa della Scuola.

Un progetto sperimentale che ha preso avvio con un pilot in “diretta mondiale”: cinque personalità del food hanno seguito dal vivo la lezione dello chef stellato Giuseppe Iannotti che ha preparato uno dei piatti più amati e richiesti della tradizione enogastronomica italiana: la lasagna. A partecipare a questa prima lezione: da Hong Kong Emanuele Birtolo, Sales Manager Longino & Cardenal Hong Kong and Macau; da Cancun Emilio Benavides, Executive Chef Le Blanc Spa Resort, Gruppo Palace; da New York lo chef Nino Asaro; da Mauritius Eleonora Specafico, Director & Event Manager Iteat Academy; da Londra Eri Tafa, Country Manager T.E.E.P. (Training Education and European Project) e dall’Australia Max Veenhuyzen, Travel journalist and photographer.

Formazione immersiva attraverso l’esperienza virtuale

L’esperienza virtuale rientra nell’area di sviluppo di metodi alternativi per fruire della formazione: l’idea è quella di poter offrire un’esperienza di formazione immersiva a chi non ha la possibilità di frequentare la Scuola, assicurando soprattutto ad un target di stranieri la possibilità di entrare nell’esperienza In Cibum.

“Questo è solo l’inizio di un percorso che ci aiuterà a creare prodotti formativi performanti, ingaggianti, fruibili in maniera semplice in ogni momento, in ogni dove, senza limiti e barriere fisiche” – afferma Immacolata Stizzo, Responsabile Centro Studi Formazione e Lavoro ma non solo. Questo è l’inizio di un percorso attraverso cui vogliamo contribuire a diffondere la cultura, l’esperienza, i valori e le competenze del food Made in Italy in ogni parte del mondo”.

L’obiettivo è quello di introdurre in uno dei settori formativi più tradizionali, la cucina, metodologie estremamente innovative, strumenti ingaggianti, nuovi approcci, per avvicinare, interessare e stimolare i partecipanti e migliorare i risultati d’apprendimento. La tecnologia utilizzata è la realtà virtuale. I primi prodotti saranno sviluppati in ambiente a 360° e in una seconda fase di sviluppo saranno adoperate metodologie completamente immersive, per superare i limiti dell’aula tradizionale, collegando tutto il mondo in un’esperienza nuova, coinvolgente.

I vantaggi della virtual experience

L’utilizzo del 360° permetterà al partecipante di carpire ogni dettaglio, cogliere ogni gesto e segreto dello chef docente, avendo la possibilità di visualizzare i movimenti, l’organizzazione del piano del lavoro, gli strumenti anche meglio che in laboratorio alla presenza dello chef. Un altro vantaggio di questa soluzione tecnologica è il setting d’apprendimento creato: il partecipante, grazie all’uso del visore, è completamente assorto nel processo di assimilazione e rielaborazione dei contenuti. Nessuna distrazione, nessuna de-focalizzazione, cosa che incide in modo significativo e importante sull’efficacia del processo formativo.

Il progetto, nella sua fase iniziale, oltre al pilot, prevede la realizzazione di 6 sessioni formative in 360° che potranno essere fruite da ogni parte del mondo, in qualsiasi momento, in qualsiasi luogo, ma con la sensazione di essere nei laboratori di In Cibum, accanto allo chef e, per certi versi, anche al suo posto. In Cibum Virtual Experience porterà i valori, le competenze e le professionalità del food italiano oltre i confini delle aule e dei laboratori classici. Rivoluzionerà il modo di concepire la formazione, anche quella più tradizionale.